Coronavirus

dallo sconforto a..

2020-03-07

Da quando si è sviluppata questa epidemia ho vissuto momenti ed emozioni contrastanti. All’inizio ero arrabbiato per il modo in cui i nostri media hanno affrontato la questione, provocando, non solo a mio giudizio, ma anche a giudizio del Presidente Mattarella, un eccessivo allarmismo, addirittura il panico! All’arrabbiatura verso i media, è seguito lo sconforto per i danni umani ed economici che ha provocato questo virus. Allo sconforto è seguita l’incredulità verso la reazione politica degli altri paesi: perché solo da noi sono state prese misure così drastiche? Possibile che in Francia e in Germania non si siano sviluppati altrettanti contagi? Forse non hanno fatto così tanti controlli come da noi!

Lungi da me il giudicare l’opera dei politici italiani perché loro hanno una visione più ampia e di sicuro hanno anche la preoccupazione per un eventuale collasso del nostro sistema sanitario. Forse, ma lo dico sottovoce, se si fosse creato meno allarmismo tante persone avrebbero vissuto questo virus come una normale influenza, senza neppure accorgersene.

Queste considerazioni sono assolutamente personali e decisamente non giudizi definitivi su quanto sta accadendo. La cosa migliore da fare è obbedire alle autorità e fidarsi anche se questo sta provocando tanti disagi: per chi ha figli, per chi rischia di perdere il posto di lavoro, per il turismo ecc…  Di fatto, noi italiani siamo diventati gli appestati del mondo, e i lombardi, in particolare, gli appestati d’Italia. Va bene… accettiamo anche questa, non possiamo fare altro!

Eppure, da tutto ciò può venire qualcosa di buono, questa può essere un’occasione per rallentare il nostro ritmo, per stare più in casa e in famiglia, per non correre così tanto, per non vivere quel ritmo frenetico fin troppo tipico di noi milanesi. Quest’emergenza passerà, non bisogna farsi prendere dal panico. Come sempre è accaduto, a seguito delle crisi i mercati recuperano quanto hanno perso e l’economia torna a crescere… in Cina la borsa ha già recuperato quanto ha perso in gennaio.

Stiamo sereni, prudenti ma non preda della paura perché la paura blocca e non fa ragionare con lucidità. Cogliamo quest’occasione unica per volgere gli occhi alle cose più alte e più importanti, in tal modo, quando l’emergenza passerà, e io credo che passerà presto, ci scopriremo forse più in pace e, in qualche modo, migliori.

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