San Benedetto e l'Europa

La vera libertà

2020-07-14

“Credere non solo a parole ma con l’intima persuasione del cuore di essere l’ultimo e il peggiore di tutti”. Questo è uno dei gradini della scala dell’umiltà presente nella regola di San Benedetto. L’umiltà… non la boria dei saccenti, non il potere dei potenti, non la superbia dei dotti, no! L’umiltà di San Benedetto e dei suoi figli ha, nei secoli, edificato un pezzettino alla volta la nostra – ora decadente – Europa.

San Benedetto visse tra il V e il VI secolo dopo Cristo, anche quello fu un tempo di decadenza, soprattutto morale, dell’impero romano. Sì perché la decadenza economica, culturale e politica inizia sempre dalla decadenza morale. In tempi recenti, il declino morale dell’Occidente è iniziato dal 1968, anche se la Massoneria ha lavorato per almeno due secoli nel nascondimento per arrivare a quell’obiettivo. In cinquant’anni, la morale ha fatto una giravolta di 180°. Famiglia distrutta, vita nascente distrutta, libertinismo sessuale di tutti i colori… siamo nel tempo della dittatura delle libertà, ma… sarà vera libertà? Questa società delle libertà, questa società multicolore, anzi, arcobaleno, oggettivamente non produce nulla di bello, anzi, ha provocato un progressivo declino economico e nella formazione dei giovani. San Benedetto, invece, visse da uomo veramente libero. Insegnò non solo ai monaci, ma anche ai laici: l’ordine, la cura dei propri fratelli, la cura nel lavoro, l’arte, l’amore al sapere. La sua regola ha avuto un grandissimo successo grazie all’equilibrio umano in essa contenuto. L’abate è un vero padre che tratta ogni monaco per come ha bisogno

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