San Benedetto e l'Europa

La vera libertà

2020-07-15

“Credere non solo a parole ma con l’intima persuasione del cuore di essere l’ultimo e il peggiore di tutti”. Questo è uno dei gradini della scala dell’umiltà presente nella regola di San Benedetto. L’umiltà… non la boria dei saccenti, non il potere dei potenti, non la superbia dei dotti, no! L’umiltà di San Benedetto e dei suoi figli ha, nei secoli, edificato un pezzettino alla volta la nostra – ora decadente – Europa. San Benedetto visse tra il V e il VI secolo dopo Cristo, anche quello fu un tempo di decadenza, soprattutto morale, dell’impero romano. Sì perché la decadenza economica, culturale e politica inizia sempre dalla decadenza morale. In tempi recenti, il declino morale dell’Occidente è iniziato dal 1968, anche se la Massoneria ha lavorato per almeno due secoli nel nascondimento per arrivare a quell’obiettivo. In cinquant’anni, la morale ha fatto una giravolta di 180°. Famiglia distrutta, vita nascente distrutta, libertinismo sessuale di tutti i colori… siamo nel tempo della dittatura delle libertà, ma… sarà vera libertà? Questa società delle libertà, questa società multicolore, anzi, arcobaleno, oggettivamente non produce nulla di bello, anzi, ha provocato un progressivo declino economico e nella formazione dei giovani. San Benedetto, invece, visse da uomo veramente libero. Insegnò non solo ai monaci, ma anche ai laici: l’ordine, la cura dei propri fratelli, la cura nel lavoro, l’arte, l’amore al sapere. La sua regola ha avuto un grandissimo successo grazie all’equilibrio umano in essa contenuto. L’abate è un vero padre che tratta ogni monaco per come ha bisogno o per come merita, il giovane, il vecchio, il malato, il disobbediente.

La regola è una ma, come un abito, si adatta al singolo uomo. I suoi cardini sono il “nulla anteporre all’amore di Cristo”, l’umiltà, l’obbedienza, il silenzio. San Benedetto da giovane studente capisce che non può più stare in quel mondo corrotto e si ritira nei boschi, nel silenzio, ad una vita eremitica. Ma anche questa non va bene, capisce che ha bisogno di qualcosa di diverso, e inizia una vita cenobitica, assieme ad altri monaci, una comunità. San Gregorio, suo contemporaneo, narra la sua vita e i suoi miracoli in una bellissima biografia. Sono davvero tanti gli episodi straordinari nella vita di quest’uomo. Di sicuro, però, questo santo non si gloriò per alcuno di essi, perché sua gloria era la gloria di Dio. Che contrasto con i tempi disordinati, brutti e chiassosi che stiamo vivendo! Cosa ha a che fare l’insegnamento di Benedetto con chi oggi è sposato, lavora, magari ha figli, con chi non vive in monastero, insomma? Beh, ha molto da insegnare! Innanzitutto, il raccoglimento, l’unità interiore, il silenzio. Non è nel chiasso e nel disordine che vengono partorite le idee migliori e la creatività. Il lavoro ha bisogno di riflessione, la creatività ha bisogno di silenzio. Vi siete mai chiesti perché l’Italia è un paese così creativo? Forse perché ha avuto maestri come San Benedetto! Le relazioni umane hanno bisogno di delicatezza, di equilibrio, si sensibilità. Ci sarebbe moltissimo altro da dire, aggiungo solo un altro paio di cose. La prima, l’ospitalità. La Scrittura dice di essere ospitali, perché spesso si nasconde un angelo dietro l’ospite. Per i monaci, l’ospite è come Cristo che viene in visita, è sacro. Questo lo trovo bellissimo! L’altra cosa è la rinascita. Se vogliamo una rinascita personale e dell’Occidente, bisogna ripartire da San Benedetto. Non necessariamente fuggire dal mondo – anche, se qualcuno fosse chiamato – ma sicuramente fuggire dallo “spirito di questo mondo”, fuggire dalla mentalità dominante, studiare, riflettere, meditare nel silenzio, nella natura, pregare, volgere gli occhi al Cielo – nostra vera patria - senza staccarli dalla terra. Come diceva San Josemaría Escrivá, “il denaro è lo sterco del demonio, ma anche la terra ha bisogno di concime!”. I benedettini hanno creato un patrimonio economico incredibile, hanno arricchito le terre in cui si trovavano, hanno inventato la banca, finanziando re e imperatori. Hanno creato talmente tanto benessere da far venire l’acquolina in gola a nobili inglesi e tedeschi che, per impossessarsi dei loro beni, sono passati al Protestantesimo e hanno saccheggiato i monasteri e le loro terre, un errore fatale per tanti motivi che sarebbe troppo lungo elencare qui. Quindi, viva San Benedetto, viva l’Europa… quella vera!

(Maximiliano Cattaneo)

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