I TRASCENDENTALI

che cosa sono nel rapporto tra uomo e mondo

2017-09-01

Per Maritain la bellezza è un valore metafisico. Segue San Tommaso che lo definisce id quod visum placet, precisando: “queste quattro parole dicono tutto il necessario: una visione, e cioè una conoscenza intuitiva, e una gioia. Il bello è ciò che dà gioia, non ogni gioia, ma la gioia del conoscere”.

Il bello, afferma Maritain, è un trascendentale, come il vero, il bene, l’uno… ma… cosa sono i trascendentali?
Immanuel Kant, nella Critica della ragion pura, chiama trascendentale ogni conoscenza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscere gli oggetti, in quanto questa deve essere possibile a priori. Ci deve essere una sorta di unità tra noi e gli oggetti, qualcosa che ci accomuna e che, quindi, ci permette di conoscerli. La Scolastica va ancora più a fondo. I trascendentali sono proprietà dell’essere, proprietà della Creazione. Toccare l’amore nei santi, il vero come in Aristotele, il bello come in Dante o in Bach o in Giotto, è in un certo senso come vedere Dio. I trascendentali sono una partecipazione dell’Essere di Dio e da Lui provengono. Sono intelligibili, per questo l’uomo, in quanto partecipe del Logos divino, può conoscere il reale e può “produrre” bellezza, dire il vero, o fare il bene.
Lo splendore di una forma viene colto attraverso il sensibile e l’intelligibilità della forma viene colta nell’intuizione del senso. Questa connaturalità tra l’uomo e il mondo è data dai trascendentali, dallo stesso essere che ci informa.  Si può dire che la Creazione, l’insieme degli enti creati, è buona in quanto partecipe della bontà di Dio, intelligibile in quanto partecipe della Verità divina, bella in quanto dotata di proporzione, integrità e forma. Si può dire altresì che gli atti buoni dell’uomo siano anche belli perché in essi rifulge uno splendore divino.

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