INTELLETTO E VOLONTA'

Le attività spirituali

2017-10-14

Mentre per religiosità si intende la tendenza dell’uomo a rendere culto a Dio - poiché la religione è quella virtù che dispone la volontà a rendere culto a Dio -, la spiritualità è l’attività umana mossa dallo spirito. Ma che cos’è lo spirito? Spirito deriva dal vero latino spirare, che significa soffiare. È qualcosa di leggero, invisibile eppure in grado di muovere. Rispetto agli animali, l’uomo produce concetti e giudizi universali e astratti e desidera obiettivi che non cadono immediatamente sotto la conoscenza sensoriale. Ha facoltà, quindi, che trascendono l’aspetto materiale-biologico e che appartengono quindi alla sua sfera spirituale. Queste facoltà sono l’intelletto e la volontà. Oggetto proprio dell’intelletto e sua perfezione è la verità. Sue attività tipiche sono: cogliere l’intuizione, astrarre l’idea, costruire il ragionamento, formulare il giudizio. Tutto ciò al fine di ricercare e guadagnare il vero. La volontà, invece, ha come oggetto proprio il bene, in particolare il bene conosciuto con l’intelligenza. Sue attività sono: desiderare, amare, gioire. Tutto ciò al fine di ricercare e guadagnare il bene appagante.

Il movimento dell’intelligenza è centripeto, mira a interiorizzare idee, giudizi, argomentazioni. Capire, dal latino càpere, significa prendere. Il movimento della volontà è centrifugo, è di uscita, verso il bene o la persona amata e desiderata. Desiderare, de-siderarem, significa in latino osservare attentamente le stelle… è come se l’aspirazione ai più grandi beni della nostra vita la ricevessimo direttamente dal Cielo! L’amore è un processo che ci fa uscire da noi stessi. Il moto della volontà è estatico, dal greco ekstasis, che significa star fuori di sé. Perfezione dell’intelligenza, abbiamo detto , è conoscere la verità. Ma che cos’è la verità? Diceva San Tommaso d’Aquino che la verità è l’adeguamento dell’intelligenza alla res, alla realtà delle cose. Verità è aderenza alla realtà, ai fatti. Contro i fatti non valgono argomenti…

La volontà ha per oggetto proprio il bene conosciuto dall’intelligenza. L’intelligenza comanda il raggiungimento di quel bene apprezzato, un bene che riconosce come vero, autentico. Qui entra in gioco la prudenza, virtù cardinale che aiuta a trovare i mezzi più idonei a raggiungere il fine, il bene appetito. La volontà è come un giovane stallone, ha bisogno di morso e briglie per essere ben diretto, ed è questo il compito dell’intelletto. Come è noto, tutto questo percorso può essere falsato e la volontà può prendere il posto dell’intelligenza e, così, desiderare ciò che non è bene e non è vero, umiliando e abbassando l’uomo. 

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