LA GENTILEZZA

'LA FORMULA DEL BUONUMORE'

2017-12-01

Uno studio del programma Making Caring Common dell’università di Harvard, indica come dalla capacità di gentilezza dipenda una buona parte del successo personale, mentre soltanto il 20% dei genitori lo considera una meta educativa primaria. L’obiettivo che Harvard si è prefissa con questo studio è quello di “elevare l’importanza della gentilezza e dell’impegno per il bene comune nonché a promuovere strategie concrete nelle scuole e nelle famiglie per sviluppare queste capacità”.

Dunque, è così importante la gentilezza? Lo scrittore George Saunders propose in un discorso ai laureandi dell’Università di Syracuse la gentilezza come regola di successo di chi comincia la sua carriera professionale: “Chi ricordi con maggior affetto nel corso della tua vita? Con la più innegabile sensazione di cordialità? Quelli che sono stati maggiormente gentili nei tuoi confronti, scommetto. Sarà forse semplicistico, e sicuramente difficile da mettere in pratica, ma direi che come obiettivo nella vostra vita fareste bene a cercare di essere più gentili”.

Il beato John Henry Newman in una sua celebra pagina afferma che “è quasi una definizione di gentiluomo dire che è uno che non infligge mai dolore”. Il vero gentiluomo è colui che “evita attentamente qualsiasi cosa possa causare un colpo o una scossa nello spirito di quelli dei quali condivide la sorte; evita tutti gli scontri di opinioni o di conflitti di sentimenti, ogni riserva, sospetto, tristezza o risentimento: la sua più grande preoccupazione è di far sentire ciascuno a suo agio e a casa propria. Di rado si mette in primo piano nelle conversazioni e non è mai noioso”.

Dunque sì… è davvero importante la gentilezza!

 

( Spunti tratti da “La formula del buonumore” di Carlo De Marchi )

Photo: Alex Webb, MEXICO. Nuevo Laredo, Tamaulipas. 1996.
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