IL BUONUMORE

SAN TOMMASO MORO

2017-12-18

“Gentilezza, modestia, affabilità e, a seconda delle situazioni, capace sia di meravigliosa ilarità e divertimento, sia di solenne serietà… è un uomo per tutte le stagioni” diceva di lui un suo contemporaneo. La sua eleganza era dovuta alla capacità di essere autenticamente amabile nella buona e nella cattiva sorte, così nelle situazioni più varie come un pranzo di gala, una riunione di famiglia o una disquisizione scientifica.

Diceva di lui un suo amico, Erasmo da Rotterdam: “ In More il volto corrisponde al carattere perché manifesta sempre simpatia e amicizia, ma anche l’abitudine di prendere occasione da un nonnulla per ridersela. In altre parole, è più portato al buonumore e alla festevolezza che ad assumere atteggiamenti gravi e solenni, pur non concedendo assolutamente nulla a sciocchezze sconvenienti e volgari”. 

Tommaso Moro, continua Erasmo, “sembra nato e creato per l’amicizia, la coltiva con totale sincerità e la mantiene con tenacia costante. In società mostra una rara cortesia e gentilezza nei modi, tanto che non c’è persona di natura così malinconica che egli non sappia allietare, né disastro così grande di cui egli non sappia far scomparire il fastidio”.

Non basta un abito per essere eleganti, l’eleganza autentica è data dall’affabilità verso il prossimo in tutte le circostanze, non solo quando le cose vanno bene. Una certa grazia nel dire e nel fare, questo è meritevole di stima e di ammirazione, in questo consiste la cortesia (Riccardo Yepes).

Oh se riuscissimo di più ad essere come questo grande santo e grande giurista del Sedicesimo secolo…

 

Signore, concedimi il buonumore,

la buona digestione e qualcosa da digerire.

Dammi la salute e la saggezza per mantenerla.

Concedimi un’anima semplice

Che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono

E non si spaventi alla vista del male

Ma piuttosto trovi sempre il modo

Per rimettere le cose a posto.

Donami la grazia di non avvilirmi

Nella noia, nei sospiri, nei lamenti.

Non permettere che mi preoccupi del mio “io”

Sempre insoddisfatto.

Dammi il senso dell’umorismo.

Che io possa comprendere uno scherzo

Per scoprire nella vita un po’ di gioia

E farne parte anche gli altri.

 

-San Tommaso Moro-

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