GENTILEZZA E CORTESIA

SORELLE DELLA CARITA’ “SPENGONO L’ODIO E CONSERVANO L’AMORE”

2018-01-29

Cosa è la gentilezza?

Essere gentili vuol dire sorridere, ma con le parole.

Vuol dire rapportarsi agli altri in modo cortese, sì, ma anche attento e rispettoso. Saper ascoltare, prima ancora di parlare.

La “gentilezza” è un fenomeno sociale, fuori dai buonismi di facciata e dall’ipocrisia, è un modo di porsi e di relazionarsi che deriva, prima di tutto, dall’umiltà.

Perché chi è forte e intelligente, non ha mai bisogno di porsi in modo arrogante; ma l’arroganza sembra essere sempre più “di moda” ai giorni nostri. In una società che sembra concentrarsi solo sul benessere del singolo individuo, sembra non esserci spazio per la gentilezza e la cordialità.

In realtà l’altruismo e la disponibilità sono delle doti che l’uomo avrebbe innate. Sono già dentro di noi. Quando parlava dei suoi “segreti di bellezza”, Audrey Hepburn, diceva così: “Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili. Per avere uno sguardo luminoso, cerca il lato buono delle persone. (…) Per avere capelli bellissimi, lascia che un bambino o una bambina li pettini con le dita almeno una volta al giorno. (…) La bellezza di una donna si vede nei suoi occhi, che sono la porta d’entrata del cuore, dove risiede l’amore. E questa bellezza in una donna cresce con il passare degli anni.”.

Non bisogna mai arrivare a rimpiangere di non essere stati più gentili nella vita, perché le persone che si ricordano con più affetto, sono quelle che ci hanno trattato con cordialità e tenerezza.

E questi concetti non sono così lontani dall’umanesimo cristiano, quello di San Francesco d’Assisi, che, quando parla della cortesia la definisce: “una delle proprietà di Dio, il quale da il suo sole e la sua pioggia ai giusti e agli ingiusti per cortesia; e la cortesia è la sorella della carità, la quale spegne l’odio e conserva l’amore”.

Photo: ITALY. Naples. 1971. Henri Cartier-Bresson: Landscapes

(Marta Marconi)

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