IL VEGETALE

generazione millenials

2018-02-02

Scritto e diretto da Gennaro Nunziante, autore di tutti i film di Checco Zalone, il Vegetale è una commedia dedicata ai Millenials. Una generazione cresciuta in mezzo alla crisi: crisi economica, crisi nella famiglia (il protagonista è figlio di genitori separati) crisi culturale per un paese invaso da stranieri. Certo si tratta di una 'commedia degli equivoci': il protagonista si aspetta uno stage in marketing e si ritrova a dover andare a raccogliere pomodori, poi sembra esser riuscito a trovare un lavoro a tempo indeterminato e invece gli offrono il solito sotterfugio contrattuale. Eppure questo giovane di ventiquattro anni non si scoraggia, fa quello che deve fare, ed è disposto ai sacrifici. Fa amicizia con i suoi compagni di “stage” africani, è socievole, generoso, si prende cura della sua sorella più piccola..

Per un protagonista così è stata giusta la scelta del regista di chiamare Fabio Rovazzi, cantante famoso in Italia, ma prima di tutto ragazzo “normale”, semplice e brillante. Tutta la storia nasce quando il padre di Rovazzi, un geometra che si finge ingegnere, mentre sta uscendo dal cantiere dove sta costruendo un inceneritore su un terreno agricolo (quindi una costruzione abusiva che lui avrebbe sanato con condoni e altri sotterfugi) ha un incidente d’auto e entra in coma. Chi è chiamato a prendersi carico della situazione? Il suo primogenito Fabio. Ma questi ,invece di seguire le orme del padre, denuncia l’abuso, mette in fallimento l’azienda e liquida i dipendenti. E’ così diventa libero di seguire i suoi sogni e percorrere, nonostante l’ennesima delusione ricevuta da un adulto, la sua strada.

Sono così i 'millenials' di oggi, giovani abituati ad essere intraprendenti: amano il bio, sono aperti ad altre culture e forse sono anche più abituati a fare sacrifici rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. In questo film i giovani, che altri rappresentano come “sdraiati”, fanno finalmente bella figura e sono invece gli adulti a risultare truffaldini, 'intrallazzoni' ed eterni giovani.

Quindi il nostro Rovazzi alla fine, dopo aver perseverato, ha un suo piccolo successo, non clamoroso, ma modesto e sano, perché come gli dice il suo mentore Luca Zingaretti nel film, “la vita ti ricompensa e prima o poi le cose che devono arrivare arrivano”, forse non sempre come le attendiamo, però arrivano!'

(Maximiliano Cattaneo)

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