Quaresima

Tempo di ristoro dell'anima

2018-03-20

Che cosa c’entra parlare di Quaresima nel sito di una boutique? Tutt’al più in siti simili si parla di personaggi noti, dell’ultima collaborazione del tal stilista con il tal brand, della collezione di scarpe della tal cantante o della tal blogger, tutte cose lecite e buone, ci mancherebbe! Eppure leggere sempre e continuamente nelle riviste, su internet cose del genere alla fine stanca… ma la vita è solo questo? Voi, noi siamo solo “carrelli della spesa”, contenitori da riempire con prodotti? Siamo forse solo una bandiera agitata dai venti che soffiano ora di qua ora di là? Non c’è mai un tempo dell’anima, un tempo per il Trascendente? Ho la presunzione di affermare che abbiamo bisogno di questo tempo di ristoro per il corpo e l’anima, non solo in quaresima ma ogni giorno!

Iniziamo dalla quaresima, che cos’è? Il popolo di Israele visse quarant’anni peregrinando nel deserto in cammino verso la terra promessa. Questo periodo si chiama Esodo. Un periodo difficile, il popolo dubitò varie volte che Dio fosse in mezzo a loro, eppure avevano visto dei prodigi inauditi in Egitto, e poi le acque aprirsi, una colonna di nubi a guidarli di giorno e una di fuoco di notte, avevano visto e vedevano continuamente una nube scendere sulla tenda dove erano poste le tavole dell’Alleanza e sapevano che Mosè, l’uomo più mite della terra, parlava faccia a faccia con Dio, come con un amico. Insomma ne avevano visti di prodigi, eppure una volta mancava la carne e si lamentavano, una volta l’acqua e così via. Ogni volta Dio, attraverso Mosè, rispondeva con prodigi, la manna dal cielo e l’acqua che sgorga dalla roccia ad un tocco del bastone di Mosè. Poi alla fine arrivò, questa terra promessa, arrivò una risurrezione, una casa per questo popolo travagliato! Alla fine capiscono che Dio era davvero con loro, che avevano Dio per padre!

Più avanti, Gesù passerà quaranta giorni nel deserto, in preghiera e digiuno. Il diavolo lo tentò: dì che queste pietre diventino pane, gettati giù dal tempio e gli angeli ti soccorreranno, ti darò tutti i regni della terra se prostrandoti mi adorerai: Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto infatti: 'Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto'».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Il diavolo, che ci conosce bene, alla fine tenta sempre nelle solite cose: potere, autodeterminazione, sii il dio di te stesso, gloria e così via… tutte menzogne. La gloria di questo mondo passa in fretta, l’autodeterminazione è un’illusione primo perché non siamo noi a darci la vita istante per istante, secondo perché tutto è dato, terzo perché un giorno renderemo tutto… nella bara si entra poveri… tutti quanti! L’unica gloria che resta e che dà un premio eterno è quella delle azioni virtuose e sante compiute nella vita, i santi non passano mai di moda, la loro bellezza risplende per l’eternità.

Torniamo alla Quaresima… se va bene c’è chi fa il tal o tal altro fioretto, c’è chi si ricorda magari di non mangiare carne al venerdì, ok… ma… è tutto qui? In primo luogo questo è un tempo privilegiato per stare nel “deserto” sì, anche in città, per trovare qualche momento in più di contemplazione o se non siamo abituati per sostare un istante in una chiesa o in casa alla presenza di Dio. “Signore sono qui, ti ascolto”. Magari non udiremo una parola diretta come Mosè o come Samuele, però certamente sentiremo più pace nel cuore, questo nostro cuore che nella società contemporanea, nelle nostre città è così preso da tanti affanni, correre di qui e di là, pensare a mille cose… sì pensiamo a mille cose, magari tutte giuste, ma facciamo riposare poco il nostro cuore!

Facciamogli prendere un po’ di respiro… diceva Sant’Agostino: “hai fatto il nostro cuore inquieto finché non riposa in te!”. Sì lasciamolo riposare un po’ in Lui!

Ci avviciniamo alla Settimana Santa, pensiamo anche a questo: Lui ha dato la vita per te, ha preso su di sé tutti i nostri peccati. Lo avrebbe fatto solo per te! Dice San Giovanni: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16-18). Se pensiamo a Dio, lo pensiamo come a molto lontano, io per primo. In realtà, dice San Paolo: “in Lui ci muoviamo ed esistiamo”. Essendo Dio l’Essere, Egli dà la vita ad ogni cosa istante per istante. Ma più ancora, la missione di Gesù è di ricondurre tutti all’amore del Padre. Sì Dio è padre! Pensiamo ai nostri papà… essi sono un’immagine dell’amore del Padre. Che bello, no? Il Credo inizia così: “Io credo in Dio padre onnipotente”. Si dice che San Francesco a volte non riuscisse ad andare oltre queste parole tanta era la commozione.

La Quaresima è un tempo di penitenza. Ma cosa significa “penitenza”? Significa andare in giro tristi, scontenti, con la piva lunga? No, anzi, Gesù dice“quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6, 17). Penitenza significa avere il cuore rivolto verso l’Alto e non l’aria triste, è un respiro, è pace per l’anima. Allora le altre raccomandazioni di questo tempo: preghiera, digiuno ed elemosina, sono una conseguenza di un restaurarsi del rapporto filiale. È un alzare lo sguardo ed esclamare: “che bello, ho Dio come Padre”! E allora prego, mi fermo, per restare un poco cuore a cuore con il Padre, digiuno dai miei vari eccessi per avere anche quel silenzio del corpo, faccio l’elemosina perché la pietà mi spinge a compartire per quanto posso ciò che ho con chi è davvero nel bisogno e non con i falsi poveri. Se Dio è mio padre allora il prossimo non è un nemico, nel prossimo, in particolare il malato o il bisognoso rivedo uno dei volti del Padre, uno dei volti di Cristo, “chi vede me, vede il Padre!” (Gv 12, 44).

La quaresima è un esodo, un’uscita dallo spirito di questo mondo, che ci consuma e ci invecchia, verso lo Spirito Santo, che è “amore, gioia, pace” (Galati 5, 22), che ci rinnova e rallegra sempre!

Vi auguro quindi un tempo tranquillo, perché è questa la definizione della pace, la pace è la tranquillità dell’ordine. Buona Quaresima!  

(Maximiliano Cattaneo)

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