POST ZANG TUMB TUUUM

ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918-1943

2018-05-08

Scartando ora tutte le stupide definizioni e tutti i confusi verbalismi dei professori, io vi dichiaro che il lirismo è la facoltà rarissima di inebriarsi della vita e di inebriarla di noi stessi. La facoltà di cambiare in vino l’acqua torbida della vita che ci avvolge e ci attraversa. La facoltà di colorare il mondo coi colori specialissimi del nostro io mutevole…

Così scriveva F. T. Marinetti nel 1914 in Zang Tumb Tumm, una sorta di libro futurista in cui per la prima volta in tipografia si mischiano molteplici idee espressive e testuali. Il lettore viene continuamente spiazzato da cambi di caratteri, scrittura obliqua, circolare, aumento dei volumi. È il futurismo, una realtà dove tutto muta velocemente. Proprio come gli anni così ben rappresentati da questa mostra alla Fondazione Prada. Un percorso ricco di opere ordinate cronologicamente, accompagnate da descrizioni storiche e da video d’epoca molto suggestivi.

Si tratta di anni caratterizzati da grande energia, aspirazioni di grandezza e voglia di fare. Si elaboravano progetti architettonici grandiosi come il Foro Mussolini, poi chiamato Foro Italico, e altre opere di ingegneria civile. Era l’epoca del pieno sviluppo dell’aviazione, della meccanica, della tecnica in generale. L’uomo pensava di essere onnipotente, Mussolini pensava di essere onnipotente! Aspirazioni alla grandezza… eppure De Chirico intravvede la scomparsa dell’umano, i suoi spazi sono vuoti, aridi, abitati da ombre o da gusci d’uomo, da manichini. Così, le grandi opere civili saranno maestose, come l’Eur, ma ideali perché quell’epoca era pervasa dall’idealismo, dal razionalismo.

Questa mostra alla Fondazione Prada ci fa capire che non si può dire che il Fascismo sia stato un periodo oppressivo per l’arte e l’architettura, pensiamo anche a Lucio Fontana. Ci sono stati degli aneliti positivi in quell’epoca, come l’amore per la patria, il desiderio di renderla grande. Dall’altra parte però degli errori imperdonabili e che la storia non ha dimenticato: le leggi razziali, guerre di conquista in Africa, il disgraziato patto con Hitler. Si parla tanto del fascismo spesso senza conoscerlo e sarebbe bello leggere qualche libro di Renzo de Felice per capirne di più, ma questa mostra aiuta di certo a vederne le luci e le ombre. La Fondazione Prada ha fatto un lavoro di ricerca impressionante, 600 opere, 800 documenti, oltre 100 autori. È davvero davvero da non perdere!!!

(Maximiliano Cattaneo)

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