Siamo alla frutta

chi non ha peccato...

2018-10-26

Sappiamo tutti quanto è accaduto nei giorni scorsi nella festa organizzata a sorpresa da Chiara Ferragni per suo marito, il noto rapper Fedez, nel supermercato Carrefour di Citylife. Partite di pallavolo con panettoni, lancio di lattuga, gente ricoperta di cibo che scorrazzava dentro carrelli tra i reparti, gente che fumava all’interno del super. Una liturgia dello spreco insomma. Abbiamo visto le reazioni indignate sul web e sui giornali, i commenti velenosi su instagram “come vi permettete… vergognatevi ecc…”. Eppure a me vengono da dire due cose, la prima è “chi è senza peccato scagli la prima pietra” e la seconda è questa: questi ragazzi sono il prodotto della nostra “cultura”, la cultura del nulla. Fedez viene da Rozzano, un quartiere povero, dovrebbe conoscere il valore del cibo, mentre Chiara Ferragni ha studiato alla Bocconi, si suppone una cultura elevata, giusto? Beh non è così…

La formazione nei licei e nelle università è prettamente votata all’utilitarismo, alla creazione di uomini e donne che facciano soldi, persino i medici devono “fare soldi” e spesso non hanno scrupoli a fare - ad esempio - protesi non necessarie solo per un ritorno economico. Chiara e Fedez sono arrivati alla vetta, hanno avuto “tutto” in un lasso di tempo relativamente breve. Per loro un cespo di lattuga non è niente, ci si può giocare a pallavolo. Ma noi saremmo diversi?

Nel Medioevo prima di dare una formazione specialistica o tecnica, la persona veniva formata nelle materie umanistiche, filosofia, teologia, letteratura. Si studiava fino a ventinove anni, in un tempo in cui la vita media era di quaranta, quarantacinque anni! Nel Medioevo si studiava utilizzando un metodo scolastico, ossia ci si interrogava sulle questioni relative a Dio e all’uomo, e si andava a fondo… oggi si sta solo andando “a fondo” in un abisso di incultura e di povertà. Saremo anche ricchi economicamente, ma siamo poveri. Nell’Antico Testamento si dice che la Sapienza è un bene più prezioso dell’oro e si dice anche che il principio della sapienza è il timore del Signore.

Tutto inizia dal timore del Signore, perché la vita è breve e a Lui bisognerà rendere conto. Oh se queste cose le sapessero i governanti o chi possiede molti beni ed è affetto da quella peste che si chiama avidità! I beni non finiscono con noi nella tomba, mentre la sapienza è eterna.  

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