Gratuità vs Avidità

noi che possiamo scegliere

2018-11-06

Nella lettera ai Romani cap. 5, 5 San Paolo, uomo molto concreto, scrive: Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”.

Certo, chi sarebbe disposto davvero a dare la sua vita per quella di un altro uomo? Foss’anche un familiare… Eppure la storia ha lasciato una scia di santi, uomini e donne, che, sull’esempio e con la forza di Cristo, hanno davvero dato la loro vita per salvarne un’altra. Pensiamo a San Massimiliano Kolbe, che si è offerto ad Auschwitz per salvare un padre di famiglia condannato a morte, oppure a Santa Gianna Beretta Molla, che ha rifiutato le cure che avrebbero salvato lei da un tumore ma ucciso il bambino che portava nel grembo. Poi ci sono Santi che hanno dato la vita in altro modo, attraverso un sacrificio quotidiano.

Il nostro tempo è particolarmente materialista, in Occidente abbiamo abbandonato il Dio Uno e Trino a favore del dio quattrino. Ma il denaro può essere un dio? Può essere il fine della vita? In realtà non può perché il denaro è solo uno strumento in vista di un fine e non può essere un fine in sé.

Eppure siamo bombardati mediaticamente ogni giorno sui quotidiani e in televisione dai temi economici, i dibattiti politici hanno come tema al novanta per cento il denaro e chi ha un’impresa deve difendersi da tutti quelli che vogliono spillargli denaro, compreso lo Stato. Dopo tutto ciò siamo forse più ricchi? In realtà no. Questo perché il fattore primario dell’economia è l’uomo e l’uomo non è fatto di denaro, l’uomo è portatore di valori eterni ed è fatto per amare.

Se vogliamo che l’economia cresca, ciascuno di noi deve paradossalmente tendere alla larghezza di cuore, a lasciar spazio alla gratuità… per quanto possibile, certo. Ma non solo, si deve investire in tutto ciò che è bene per l’uomo, come la cultura, l’arte, la musica, la poesia, la bellezza in generale. L’Italia è un paese eterno perché abbiamo ricevuto opere d’arte fatte in un’epoca in cui si pensava di più all’eternità, in cui la prospettiva dell’uomo era rivolta al Cielo, era verticale mentre oggi è orizzontale. Come vale per gli animali, ad esempio, solo che loro non hanno una dimensione morale, le loro azioni sono dettate dalla loro natura, mentre l’uomo è morale, e per questo ha facoltà di scelta.

(Maximiliano Cattaneo)

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