IMARIKA e la sostenibilità

Moda e impatto ambientale

2019-03-16

Location: Archivio Valentino Vago

Innanzitutto, che cos’è la “sostenibilità”? Questo è un concetto che implica un benessere ambientale, sociale ed economico costante, preferibilmente crescente, e la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita e dell’ambiente migliore di quella attuale. Nella nostra ricerca abbiamo sempre posto attenzione alla sostenibilità sociale ed economica, privilegiando realtà artigianali internazionali altamente specializzate e di altissima qualità. Pur senza farne pubblicità, abbiamo avuto brand che collaboravano con le carceri o con realtà del centro e sud America depresse ma dal grande potenziale manifatturiero. Ln Knits, ad esempio, è un brand che per ogni sciarpa lavorata a mano dà lavoro ad un’operaia per una settimana. Si tratta di aree dove altrimenti non ci sarebbe lavoro. Jupe by Jackie, Péro, Injiri sono brand che hanno sviluppato un artigianato di altissimo livello in India. Lo stilista di Mina Perhonen, Akira Minagawa, disegna e produce tessuti originali facendo lavorare a telaio decide di persone in Giappone. Pietro Pianforini sviluppa da decenni le sua maglie più speciali da magliaie ormai anziane di Parma che fanno però ricami che quasi nessuno è più in grado di realizzare. La nostra Kalia è prodotta interamente in Lombardia e con una parte di tessuti eco. Lo sviluppo del territorio è una parte fondamentale della sostenibilità!

Abbiamo deciso di lasciare brand che non ci soddisfacevano e di dare più spazio a Kalia e ad altri brand anche perché danno valore al loro ambiente sociale. Dare un contributo, anche piccolo, allo sviluppo della nostra regione crediamo sia un valore. Perché insistere a comprare un grosso brand, un “nome”, magari prodotto in Romania e poi etichettato in Italia per avere il riconoscimento di “made in Italy” quando si può ad un prezzo ragionevole contribuire a fare qualcosa di bello per la propria regione? I mark up dei brand più noti possono arrivare a dieci volte il prezzo di origine. Questo, spesso, per coprire gli altissimi costi di comunicazione e le esigenze di profitto degli investitori.

Paul Harnden è un altro piccolo brand di altissima qualità, seleziona tessuti inglesi e produce tutto in UK, il suo laboratorio è a Brighton ed un riferimento per la città. Happy Sheep ha creato una fabbrica moderna in Nepal, dando condizioni di lavoro di qualità in un’altra zona depressa del mondo. Officine Creative e Una Sera creatori di scarpe nelle Marche, il polo d’eccellenza delle scarpe italiano. Sempre delle Marche è Montegallo Hats, un brand che si ispira all’antica tradizione delle donne locali di intrecciare steli di grano per creare copricapi agli uomini al lavoro nei campi. Da questa tradizione, Alice Catena ha creato un brand di cappelli d’avanguardia e molto raffinati. Per restare nel settore dei cappelli, spostiamoci a Grevi, artigiano di cappelli a Firenze. Nei dintorni della stessa città d’arte, Barbara Tani e Her shirt producono rispettivamente i loro pantaloni e le loro camicie: si tratta sempre sviluppo locale. Le Nora, Forte Forte, Vivetta: Veneto. Tagliatore: Puglia. Dalla prossima stagione avremo anche Daniela Gregis, che produce tutto in modo iper-artigianale e a telaio nel suo laboratorio di Bergamo.

Jil Sander seleziona dei fornitori di tessuto di altissimo livello e produce tutto esclusivamente in Italia, Miyake, Y’s e Comme des Garcons hanno quasi tutta la loro produzione in Giappone; Camilla in Australia, Loveshackfancy, Stati Uniti; My Sleeping Gipsy, Ucraina: utilizzando lavoratrici locali che ricamano il lino a telaio a mano. Sarah’s bags, la cui fondatrice fa lavorare di ricamo donne carcerate in Libano.

Ultimamente, stiamo attenti non solo alla sostenibilità sociale ed economica ma anche a quella ambientale. Come dicevamo, una parte di Kalia è prodotta con tessuti eco e altri nostri brand nei materiali e nella forma produttiva pongono la massima attenzione. Interessante è la storia di Rice, i cui fondatori selezionano accuratamente materiali organici e addirittura vegani e producono a mano in un laboratorio di Barcellona dove si sono fatte espadrillas per più di cento anni.

Insomma, negli acquisti stiamo attenti a vari fattori: stile, qualità e non ultima, la sostenibilità. Riteniamo che sia un dovere stare attenti alla sostenibilità sia per lasciare una buona traccia alle generazioni future, sia per contribuire a mantenere e sviluppare lavori artigianali e sapienze produttive che altrimenti si perderebbero, sia per dare lavoro in aree depresse del mondo. 

 

(Maxi Cattaneo)

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