L'amore è cieco?

amare vuol dire essere liberi

2019-05-01

Si dice che la filosofia sia quella cosa con la quale o senza la quale si resta tale e quale… questa è la misera ignoranza in cui purtroppo sono ridotte molte persone nel nostro tempo. Il nostro tempo, infatti, è caratterizzato dalla malattia dell’attivismo, dell’amore alla sola azione ed è poco propenso alla contemplazione. È un tempo, dunque, di schiavitù perché l’azione è sempre finalizzata a qualcosa ed è quindi serva della tal cosa, mentre la contemplazione è un’attività veramente libera, non asservita ad altro fine se non la conoscenza stessa.

Bisognerebbe ricordare a questi moderni attivisti, un po’ ignoranti, che senza la filosofia tutto il progresso tecnico di cui gode il nostro mondo sarebbe una mera chimera. Uomini come Galileo, infatti, altro non si consideravano che filosofi. Aristotele si interessava del sapere umano, divino e perfino della botanica, come lui Sant’Alberto Magno e tanti altri. I primi filosofi erano grandissimi matematici, pensiamo a Pitagora, Talete… e così via. Ma veniamo all’amore.

“L’amore, talvolta, non può ammettere la possibilità di un mondo nel quale manchi l’oggetto del suo amore. A volte, l’amato diventa indispensabile: con lui il cosmo attinge il suo compimento e senza di lui la creazione rimane incompiuta” scriveva Ortega y Gasset. Grazie alla persona amata, la creazione tutta assume una bellezza insolita, tutto sembra brillare di luce nuova. Il mondo, la vita quotidiana, ci appare più bella in quanto più integra, più compiuta, più completa. Caratteristica della bellezza ci insegna Tommaso è l’integritas, la completezza delle parti. Una realtà incompleta non è bella.

Viviamo nel tempo delle emozioni che sono esplosive e brevi, cerchiamo sensazioni forti ma che appunto svaniscono tanto rapidamente quanto rapidamente sono apparse. Allora il sesso arriva subito, perché parte di quella emozione esplosiva, e poi tutto si sgonfia, tutto sfuma via e l’altro perde subito il suo fascino e così si cerca qualcun altro che possa colmare con una nuova emozione il nostro vuoto.

Non così è l’amore. L’amore richiede un tempo di conoscenza, è un atto di volontà. Si sceglie di amare la tal persona perché la si conosce bene, perché si ha intuito che ci aiuta ad essere persone migliori, che il mondo con lui/lei è più completo. Mentre l’emozione tende a consumare l’altro, l’amore porta all’estasi, da ek-stare (uscire fuori), porta a donarsi all’altro.

Ubi amor ibi oculos, diceva giustamente Tommaso, lì dove c’è l’amore là saranno i tuoi occhi, la tua attenzione, la tua ragione. Solo l’innamoramento è cieco, chi ama, invece, sceglie di amare con un atto di ragione e di volontà. L’amore è una continua scelta, giorno dopo giorno e l’amato/o è degno di un amore perpetuo, è degno di una promessa eterna. Quando ci si sposa si sceglie di amare l’altra persona nella buona e nella cattiva sorte, in ogni circostanza della vita. In quel momento, nessuno ci obbliga a quella promessa: è un vero atto di libertà.

Che Dio ci aiuti a conoscere giorno dopo giorno l’ampiezza, la larghezza, la profondità dell’amore in Cristo Gesù nostro Signore, il Logos (la Ragione)eterno. Amen

(Maximiliano Cattaneo)

˙