Il mito della perfezione

come capire il nostro presente

2019-06-16

C’è stato un vescovo nel V secolo che predicava una certa dottrina importante per capire il nostro presente. Il vescovo si chiamava Pelagio e nel suo insegnamento, dichiarato eretico, insegnava che la volontà dell’uomo da sola è in grado di attuare il bene.

Ora, diremmo noi, che c’è di male nel sostenere questo? Il problema è delicato. Infatti, se la volontà dell’uomo è in grado da sola di attuare il bene allora sarà più difficile perdonare gli errori. Se dipendesse tutto esclusivamente da noi il fare il bene, saremmo meno portati a scusare il nostro amico, nostra moglie/marito, il collega, il dipendente, il capo che sbaglia… giusto?

Non sarebbe perdonabile l’errore! Certo, perché potevi fare il bene e non l’hai fatto!

Di contro, cosa ci permetterebbe di essere più indulgenti?

Pelagio non credeva nel peccato originale, per lui Adamo sì aveva peccato, aveva sbagliato ma finiva lì la storia, non ha avuto conseguenze sugli altri, su noi tutti. Cosa sostiene, invece, il catechismo?

Il catechismo cattolico sostiene che il peccato di Adamo si è trasmesso geneticamente a tutta l’umanità nella forma di una sorta di cecità, di debolezza nel fare il bene… ecco che allora viene il soccorso della confessione. Gesù “inventa” un sistema per venire incontro al nostro errore: la confessione! Soffia lo Spirito Santo sugli apostoli e: “a chi rimetterete i peccati saranno rimessi a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”.

Va beh, uno dice, queste sono le solite cose cattoliche… Un momento! Noi diamo per scontato il livello di sviluppo dell’Occidente, ma questo sviluppo è stato possibile perché per più di mille anni dal V al XVI secolo, l’Europa ha creduto nel potere del perdono. I confessori hanno liberato l’Europa dalla superstizione, dall’idolatria e hanno incentivato lo studio, la scienza, la ricerca. I secoli “bui” sono stati tutto il contrario, sono stati secoli di progressiva illuminazione. Pensiamo al progresso nell’arte, nell’architettura, nella scienza ecc…

Era un mondo che credeva, paradossalmente, nell’imperfezione dell’uomo! Bene, siamo imperfetti, ma c’è il perdono, allora ci possiamo rialzare e andare avanti. Non c’è più bisogno di sacrificare il bue, la capra, di fare strani rituali per propiziarsi gli dei, c’è il perdono di Cristo! Non ce la posso fare da solo a fare il bene ma, per fortuna, ci viene in soccorso la grazia di Dio e lo Spirito Santo che ci dà luce all’intelletto. Ricordiamo che i doni dello Spirito Santo, la Terza persona della S.S. Trinità (non quella di Bud Spencer e Terence Hill!) sono: sapienza, intelligenza, scienza, conoscenza, pietà, consiglio, fortezza, timore di Dio… tanta roba, per dirla in termini popolari!

Ma dal ’68 ad oggi ci si è allontanati sempre di più da questa visione di fede, l’uomo si crede da solo nel mondo, senza Dio o se Dio c’è è lontano, non si occupa di noi. Conseguenza: ci siamo allontanati progressivamente dal bisogno di essere perdonati. “Che ce frega dei sacramenti, della confessione, faccio da solo io”! Eh, amico, ma prima o poi ti scontri con i difetti e le fragilità dell’altro e con le tue… e mo’ che fai? Ore e ore dallo psicologo, migliaia di euro spesi ecc… e poi l’altro ti farà incazzare comunque oppure qualche stupidata la farai tu. Conseguenza: divisioni, divorzi, litigi, separazioni societarie, famigliari ecc…

Urge recuperare la consapevolezza che siamo imperfetti, deboli nel fare il bene, così saremo più clementi con l’altro e con noi stessi.

Questo vale anche per lo Stato… quando uno stato vive il mito della perfezione, vuole controllare tutti e rendere tutti per forza “perfetti” secondo la sua visione ideologica di perfezione. E se le persone non sono come dice lo Stato bisogna forzarle per farcele diventare. Nascono così i totalitarismi: comunismo, nazismo, fascismo… ma anche oggi viviamo un totalitarismo subdolo, il totalitarismo progressista e del politicamente corretto. Il nostro paese, ad esempio, è totalitarista dal punto di vista economico (una burocrazia infinita per le imprese, tasse infinite) e ideologico (vuole indottrinare al progressismo, il mito di perfezione attuale).

Mentre, se uno Stato è consapevole della debolezza dell’uomo è più liberale, più sostenibile e… si respira di più!

(Maximiliano Cattaneo)

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