Puglia normanna

viva l'Italia

2019-09-16

Quando pensiamo alla Puglia forse la prima cosa che ci viene in mente sono i trulli di Alberobello, le spiagge del Salento oppure immense distese di quelle nuvole verdi che sono gli alberi d’ulivo… ma c’è un lato della Puglia forse ancora non molto noto: l’influenza dei Normanni.

Provenienti dalla Bassa Normandia, questo popolo vigoroso, combattente e forte, un po’ alla volta poco dopo il Mille scacciò i bizantini dal Sud Italia e vi si stabilì lasciando una traccia di luminosa bellezza. Ancora oggi città come Bari, Trani, Altamura, Termoli, Molfetta risplendono di uno stile romanico austero, sobrio ed elegante tipico di un popolo concreto e al contempo molto religioso. Le chiese, realizzate in tufo bianco, sono massicce come fortezze e si innalzano sulle coste pugliesi come un faro per i pellegrini in partenza per la Terra Santa.

I leader di questi uomini vigorosi furono tra i primi, ipotecando tutto: terre, palazzi, famiglie a partire per la prima crociata. Racconta la sorella di Alessio Comneno, imperatore di Bisanzio, che Boemondo I d’Altavilla, figlio di Roberto il Guiscardo, superasse di statura ogni uomo che avesse mai visto, le sue spalle erano larghe, il petto vigoroso, era il primo a scendere in battaglia e l’ultimo ad uscirne. Perfino l’imperatore Alessio aveva timore di lui e non vedeva l’ora che lui e i suoi normanni se ne partissero da Costantinopoli per far vela su Gerusalemme (i Crociati, infatti, dovevano prima arrivare a Bisanzio e da lì si imbarcavano per la Terra Santa).

Cosa importa a noi oggi di tutto ciò? Ecco, la prossima volta che andremo in Puglia proviamo a riflettere sul coraggio di questo popolo che veniva da lontano cercando nuove terre, pensiamo al coraggio dei pellegrini che affrontavano viaggi infiniti e pericolosissimi per arrivare a Gerusalemme, pensiamo infine al coraggio di quei cavalieri, capaci di lasciare tutto e di rischiare tutto per liberare quella Terra Santa che i musulmani continuavano a saccheggiare, torturando e rapinando più e più volte i pellegrini che vi si recavano. Sì perché c’è un grande fraintendimento sulle Crociate: quei cavalieri non partirono per conquistare territori o in cerca di ricchezza, anzi, i nobili per poter finanziare il loro esercito e mesi di viaggio dovevano ipotecare le loro proprietà, interi ducati, lasciando mogli, figli… rischiavano tutto e probabilmente, come accadde a molti, andavano incontro alla morte. Come ben dimostra il sociologo e accademico Rodney Stark in “Gli eserciti di Dio”, la Terra Santa non era strategica dal punto di vista economico, era il luogo dove Nostro Signore ha vissuto ed è morto e risorto, il luogo dove sorgevano importanti basiliche, come quelle fatte costruire da Costantino sul Santo Sepolcro, tutte spazzate via dalla furia musulmana. La Puglia stessa è stata più e più volte saccheggiata e devastata dalle incursioni dei saraceni, pensiamo agli ottocento martiri di Otranto, decapitati perché rifiutarono di convertirsi all’Islam.

Spiace dirlo in questi tempi senza vigore dove va di moda il politicamente corretto: c’è sempre stata nell’Islam una forte intolleranza verso ebrei e cristiani… ma questa è un’altra storia! Basti sapere che contro uomini come Boemondo nulla poté l’esercito dei Salgiuchidi. Non erano stinchi di santi… alcuni sì, come San Luigi IX re di Francia, ma in generale i cavalieri medioevali, compresi i crociati, erano uomini rudi, sempre in lotta tra loro, a volte adulteri, a volte scomunicati… eppure capaci per pura penitenza di andare pellegrini in Terra Santa o di armarsi per una Crociata per il bene dell’anima loro. Ci può piacere o meno, ma questo era il Medioevo, questa è parte della nostra storia Europea e, credo, è importante conoscerla.

Quindi, per concludere, andiamo in Puglia! Visitiamo il bellissimo castello ottagonale di Castel del Monte, la cattedrale di Trani, la Bari medioevale, la basilica di San Nicola (da provare il ristorante “il Pescatore” a Bari vecchia) e, magari, portiamoci anche un bel libro sul medioevo!

Amiamo tanto la nostra bella Italia e la sua storia!

(Maximiliano Cattaneo)

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