GREEN ECONOMY

WOW! CHE GIORNATE!

2019-09-26

Wow! Che giornate! In una settimana sono accadute un sacco di cose… abbiamo avuto la settimana della moda (Michael Bublè ha detto di aver visto un sacco di clown in giro!), i Green Fashion Awards e, negli Stati Uniti, il grande show dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dove vari leader mondiali hanno sfilato sotto lo sguardo truce della piccola Greta Thunberg, tentando di giustificare i loro fallimenti contro il famoso “climate change”. Iniziamo a parlare di quest’ultimo avvenimento, la piccola Greta ha inveito con occhi pieni di odio contro i leader mondiali: “Come osate parlarci di speranza? Ci avete rubato la speranza!”.

E vabbè! L’unico che non c’è stato a farsi strapazzare da questa ragazzina è stato il vecchio Donald, forse con qualche ragione, perché gli incontri sul clima si sono susseguiti in questi anni ma, in primo luogo, non è affatto dimostrata la correlazione tra sviluppo economico e riscaldamento globale; in secondo luogo, le ipocrisie dei leader mondiali che dicono da una parte ma non fanno dall’altra hanno giustamente stancato. Così, Trump si è defilato mentre l’ipocrita Emmanuel Macron, che dà lezioni sull’immigrazione, quando lungo tutta la circonvallazione attorno a Parigi campeggiano in mezzo ai topi e alle auto migliaia di immigrati abbandonati come spazzatura, e che dà lezioni sul clima, accusando la Polonia perché continua ad usare il carbone, mentre la Francia non si sa bene cosa faccia dei rifiuti delle sue centrali nucleari, oppure dei suoi interessi energetici in Africa (già perché parte dell’Africa è ancora una colonia ampiamente sfruttata dalla Francia…). Bisognerebbe pensare che “sostenibilità” è anche garantire una vita degna ai lavoratori di quei paesi dove molte multinazionali che si fanno ben vedere e ben volere per i loro interventi contro il “climate change” sfruttano il lavoro con paghe infami.

Tuttavia, da tutto questo circo di cui Greta è stata eletta testimonial, ne viene qualcosa di buono. Se le nostre città fossero più verdi, se iniziassero a circolare più biciclette e più auto elettriche, se le imprese e le città stesse inquinassero meno sarebbe un bel passo avanti per la qualità di vita di tutti. Quindi, ben venga che anche la moda si interessi di questo tema perché la moda ha molto potere sui cambiamenti sociali. Bisogna dare merito a Livia Firth, è stata lei la prima a fare da testimonial alla moda green e posso dire che una delle prime stiliste ad aver proposto tessuti eco è stata una delle nostre designer, Laura Strambi, non per nulla Livia Firth più volte ha indossato i suoi capi. Laura Strambi già dieci anni fa ha scelto la linea green per i suoi tessuti, ora questo trend sta coinvolgendo sempre più tutti i brand Luxury. Bene!

Stando al Sole 24 ore, l’attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale delle imprese ne aumenta la produttività e l’efficienza fino al 15%. Dove c’è bellezza e ordine c’è crescita, è inevitabile! Facendosi una parentesi sul turismo, i turisti di Matera sono passati da 134mila a 684mila in un anno! Dove cultura e bellezza vengono valorizzate e pubblicizzate, c’è crescita. L’Italia è il secondo esportatore europeo… non siamo proprio il fanalino di coda dell’Europa! Quanto ad eleganza e sapere abbiamo da insegnare, ma si può fare ancora di più! Nel suo “piccolo” la moda italiana ha dato di più: l’export è cresciuto del 5,4% a 31,5 miliardi di euro… non male!

Abbiamo visto una bella settimana della moda all’insegna della sobrietà e dell’eleganza in particolare grazie alla Fendi di Silvia Venturini, Giorgio Armani e Prada con Miuccia che afferma: “Bisogna fare meno”… e il suo “meno” è po’ austero ma raffinato!

(Maximiliano Cattaneo)

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